Hella - There’s No 666 in Outer Space (2007)
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- LOSINGTODAY
Un disco ricco di sfumature, dalla vena a tratti progressiva, che ad ogni ascolto rivela un nuovo particolare.
Voto:





- Sentireascoltare
There’s No 666 In Outer Space è un free-noise meno free e meno noise, più vicino alla tradizione ‘a rotta di collo’ del rock, che sopra ai Lighting Bolt - riferimento principe di un tempo ancora vicino - va a condividere pani e pesci con i Mars Volta (che ci piaccia o meno, già termine di paragone).
Voto:





- Bad Moon Rising
L’idea di massima che si ha alla fine di questo disco è che i 5 di sacramento forse riusciranno a pubblicare un lavoro di qualità ai prossimi tentativi, ma per arrivare a questo risultato dovranno un attimino organizzare le idee e capire cosa intendono fare del loro progetto.
Voto:



- Silent Scream
Da queste parti non accade proprio niente se non lo scorrere di fiumi di noia, a volte truccati di fittizia schizofrenia (”Anarchists Just Wanna Have Fun“) o percorsi da una vomitevole vena pop da serie Z (”Dull Fangs” è uno strazio).
Voto:



- Taxi-driver
La musica è essenzialmente un vorticoso math-prog-rock in cui i due Hella suonano essenzialmente come hanno sempre fatto per anni, aggiungendo qualche apertura per dare un vago senso di ritornello o bridge. In questo marasma sonoro di dubbio gusto non c’è un passaggio degno di nota, nè qualcosa che stimoli ulteriori ascolti, se non il chaos che alberga all’interno di queste strutture traballanti.
Voto:



- Preavy Rotation
Quando l’attitudine hardcore si sposa alle forme complesse del rock math-ematico.
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